Un esempio di applicativo Web2.0 ben fatto è chess.com che nasconde una community dedita agli scacchi, l'unica tra quelle a cui mi sono registrato a cui riesco a partecipare in modo abbastanza attivo senonaltro giocando.
Oggi leggendo un articolo molto ben fatto di uno dei miei feed preferiti (O'Reilly Radar), ho scoperto una community alla quale - fanatico di libri come sono - parteciperei con entusiasmo. Si tratta di Goodreads e, per descriverli mi limito a citare come si presentano loro stessi:
"Goodreads is a free website for book lovers. Imagine it as a large library that you can wander through and see everyone's bookshelves, their reviews, and their ratings. You can also post your own reviews and catalog what you have read, are currently reading, and plan to read in the future. Don’t stop there – join a discussion group, start a book club, contact an author, and even post your own writing."
Per il momento mi sono limitato ad aggiungere il libro che sto leggendo al momento.

In realtà qui quello che mi limiterà di più a partecipare alla comunità sarà sicuramente il fatto che è incentrata sulla lingua inglese. E qui il lamento sorge spontaneo: ma perché in Italia queste cose non si fanno?
Magari mi sbaglio io, non vorrei altro che essere smentito.

2 commenti:
Apriamola noi
eh magari... la scrivi tu l'applicazione?
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