Gianluigi Trovesi nonet - Round about a midsummer dream
Contaminazione sembra la parola d'ordine di questo lavoro di Trovesi. Contaminazione tra forme d'arte diverse tra loro (letteratura, musica) e tra generi diversi di musica (dal barocco delle Folies d'Espagne, al popolare, al jazz, al rock).
E il gioco riesce, eccome se riesce, a un Trovesi ispirato e ben accompagnato da un'eterogenea quanto affiatata compagnia di musicisti. A volte ironica, in ogni caso mai banale - nemmeno quando potrebbe sembrare - la musica di questo disco spiazza per la naturalezza con cui vengono accostati generi tanto diversi: fa davvero sembrare antiquate certe classificazioni che vorrebbero chiudere in camere stagne separate i diversi generi musicali. Certo, Trovesi oggi non è solo a portare avanti questo discorso: tutto sommato viviamo nel periodo della "fusione" delle diverse arti e dei diversi generi, e le rielaborazioni sono all'ordine del giorno. Ma Trovesi e i musicisti di questo disco trovano una strada originale e cavalcando culture diverse, consolidate in qualche caso da secoli, portano l'ascoltatore prima a confondersi poi a inebriarsi con una musica nello stesso tempo spontanea e intelligente.
I momenti più riusciti per me: la rielaborazione del tema delle Folies d'Espagne in "C'era una strega, c'era una fata" (consiglio il confronto con una delle versioni originali barocche, per esempio quella celeberrima di Marais), la spontanea e bellissima Villanella, la divertente "Animali in marcia" con l'istrionico Carlo Rizzo che da il meglio di se, il multiforme (nell'arrangiamento) Adagietto Bergamasco. Ma ogni pezzo conserva la sua piccola sorpresa: davvero un ascolto consigliato!

1 commento:
Miii, una recensione che potrebbe stare su stone o rumore o altre riviste specializzate in musica. Bravo, quando mi presti il CD?
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